Per far sì che un bambino diventi un adulto in salute è necessario educarlo anche dal punto di vista alimentare, oltre che fisico e relazionale.
Numerose evidenze testimoniano la necessità e l’urgenza di un intervento diretto a prevenire e/o migliorare il quadro di salute dei bambini.
Il problema non è, infatti, solo il continuo aumento di sovrappeso e obesità ma soprattutto le implicazioni socio sanitarie correlate allo sviluppo di patologie cronico degenerative conseguenti a questi stati.
L’Italia è pienamente contagiata da quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito “silente epidemia globale”: ha uno dei più alti tassi di obesità infantile fra i paesi occidentali, secondo solo a quello degli Stati Uniti e le percentuali sono decuplicate dagli anni Settanta del secolo scorso.
Oggi il 26,9% dei ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni è in eccesso di peso, con punte preoccupanti nel Sud e nelle isole.

Alla luce di questi dati ho potuto realizzare che una delle maggiori sfide dei nostri giorni è, quindi, quella di rendere le persone consapevoli e protagoniste di scelte quotidiane che affermino con forza che il diritto al cibo sano, adeguato per quantità e nutrienti è un diritto umano e che non può prescindere dalla salvaguardia ambientale (come è stato anche ribadito nella “Carta di Milano dei bambini –EXPO 2015”). Proprio partendo dalle considerazioni sopra citate sono stati avviati alcuni progetti scolastici sperimentali tra cui quello patrocinato dal MIUR con la collaborazione dell’ENPAB (Ente Nazionale Previdenza e Assistenza a favore dei Biologi): “ Insegnare la cultura e la consapevolezza alimentare, nel rispetto dell’ambiente” che io stessa ho portato avanti, essendo tra i primi Nutrizionisti in Italia ad aver aderito.

I costumi alimentari hanno subito negli ultimi decenni, grossi cambiamenti, dovuti ad elementi legati ai diversi stili di vita, alle diverse abitudini delle famiglie, a mutamenti socio-culturali, alla pubblicità. Il rapporto col cibo ha subito notevoli evoluzioni sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Proprio per il fatto che l’alimentazione rappresenta un comportamento molto influenzabile, l’inserire nella mia attività di libero professionista dei laboratori di educazione alimentare rappresenta un momento di promozione della Salute vista come processo cognitivo, sociale e culturale che permette di rafforzare le competenze individuali e di gruppo; un gruppo inteso e composto non solo da bambini ma anche da adulti ed eventualmente anche da genitori.
È fondamentale che le corrette abitudini alimentari vengano trasmesse sin dalla prima infanzia: l’ambito ricreativo, la condivisione con i coetanei, l’attenzione anche alla sfera emotiva occupata dall’alimentazione, sono elementi che determinano un approccio multifattoriale nell’ambito appunto dell’alimentazione e che favoriscono l’apprendimento, la sperimentazione e la curiosità sensoriale del bambino.
Anche la famiglia ha un ruolo fondamentale all’interno di questo progetto: non solo condividendo con me i contenuti ma anche accompagnando il bambino in questo “viaggio” alla scoperta non solo di nuovi concetti teorici ma soprattutto di nuove esperienze pratiche e sensoriali.

A partire dalla mia esperienza, dalla mia formazione e dall’attività sul campo svolta negli ultimi 7-8 anni, ho elaborato una serie di laboratori di educazione alimentare con l’obiettivo di trasferire ai bambini in età evolutiva diversi concetti utili ad aumentare la consapevolezza del “viaggio da intraprendere” per promuovere uno stile di vita sano, che a piccoli passi si ripercuota positivamente su tutto l’ambiente familiare e circostante.

Personalmente ritengo che l’educazione alla salute è uno strumento che un biologo nutrizionista ha a disposizione per fare in modo che ogni bambino, nel suo percorso di crescita non solo fisica ma soprattutto a livello personale, abbia la possibilità di dare il corretto valore e ascolto alla propria rappresentazione alla salute, al fine di porsi in modo positivo e responsabile nei confronti del proprio benessere. L’educazione non spetta soltanto alla scuola ma a tutti coloro che lavorano per il raggiungimento del benessere e della salute delle persone. Questo è un aspetto importantissimo perché in fondo tutti siamo coinvolti nel processo di valorizzazione delle potenzialità del bambino, ognuno con le proprie competenze. Ritengo inoltre che per ottenere un cambiamento nel comportamento alimentare non è sufficiente fornire delle nozioni legate agli alimenti e alle loro funzioni ma è necessario sfruttare l’approccio ludico e sperimentale: proporre quindi ai bambini sì dei contenuti specifici ma presentandoli in modo curioso, proponendoli attraverso giochi, esperienze pratiche che permettano di ri-modellare la propria concezione di “alimentazione”.

In dettaglio, i laboratori didattici che proporrò avranno come obbiettivo quello di costruire, attraverso l’ideazione di lezioni, laboratori didattici e merende/cene, un percorso di educazione alimentare e del gusto per bambini di età compresa tra 4 e 10 anni.

Nei vari laboratori si costruisce un vero e proprio percorso educativo, presentato ai bambini in forma ludica e attraverso fiabe, storie, giochi, realizzazione di lavoretti o esperienze pratiche che possono facilmente colpire la loro fantasia, per far sì che i bambini guardino agli alimenti con occhi nuovi e siano maggiormente consapevoli delle loro scelte alimentari e degli effetti che tali scelte hanno sul loro benessere.

In definitiva i laboratori mirano ad educare e sensibilizzare i bambini ai principi di un’alimentazione sana, corretta e consapevole: acquisire abitudini alimentari corrette fin da bambini aiuterà i piccoli partecipanti ad avere un rapporto sano ed equilibrato col cibo, con il proprio corpo e con il mondo che li circonda.

I laboratori puntano a fornire ai “piccoli consumatori” gli strumenti per poter comprendere cosa mangiano e da dove origina quello che mangiano e lo fanno attraverso opportuni strumenti didattici, attraverso il conoscere insieme, fare insieme, preparare insieme e, se lo si vuole, anche il mangiare insieme.

I laboratori con i bambini comprenderanno anche laboratori sensoriali proprio perché i nostri sensi anche quando sono attivi spesso non sono allenati a percepire le differenze e le sfumature, esercitare i sensi in soggetti cosi piccoli permette loro di stabilire un contatto più profondo con la natura, di sperimentare una conoscenza emozionale, non solo concettuale, dell’ambiente in cui vivono.

Detto ciò non mi resta che invitarvi al primo laboratorio di educazione alimentare dal titolo:

“Dalle piante aromatiche al pesto”

In cui per un pomeriggio diventeremo:

  • giardinieri per piantare diverse erbe aromatiche
  • scienziati per capire cosa serve ad una pianta per crescere
  • chef per preparare il pesto partendo dal basilico
  • critici gastronomici per gustare i piatti preparati dallo chef Michael Tozza (per chi decide di fermarsi a cena)

Non togliete ai vostri figli questa possibilità: è ora il momento di piantare il seme della salute, del benessere, della felicità e della capacità di scelte consapevoli.

Vi aspetto al primo laboratorio di educazione alimentare!