I fiori eduli non sono altro che fiori commestibili.

Il mangiare fiori non deve stupirci, non è una ricerca estrema della cucina moderna. Noi mangiamo tanti fiori inconsapevolmente, forse, o semplicemente non ci abbiamo mai prestato attenzione perché ormai diventati parte della nostra tradizione culinaria: il carciofo, il cavolfiore, il fiore di zucca, lo zafferano… sono tutti fiori che normalmente troviamo sulle nostre tavole.

La tradizione di mangiare i fiori ha origini molto antiche, proviene dalla Cina, dal Giappone, dall’Antica Roma e rappresenta il cosiddetto “foraging” cioè la tradizione di raccogliere e selezionare i fiori senza danneggiare la natura.

I Romani, ad esempio, durante i banchetti usavano insaporire le bevande con violette e petali di rosa: si narra che proprio Carlo Magno era solito rendere più delicato il sapore del vino con un’essenza ricavata dai fiori di garofano. Rose e garofani erano inoltre usati all’epoca di Shakespeare per insaporire le bevande servite al pubblico durante gli spettacoli teatrali.

In Oriente, invece, il Corano e altri documenti religiosi testimoniano l’utilizzo dei fiori in cucina e ne vengono esaltate le caratteristiche gastronomiche, mentre le qualità aromatiche di gigli, crisantemi e fiori di loto entrano ben presto nella tradizione culinaria di Cina e Giappone.

Il consumo alimentare di fiori, quindi, risale all’antichità, ma al giorno d’oggi pochissime specie hanno mantenuto un importante ruolo nutrizionale nell’alimentazione e nella cultura gastronomica.

 

Esistono circa 50 diverse specie di fiori eduli, alcuni più conosciuti e quotidianamente consumati da tutti noi, altri meno noti e più frequentemente tenuti in casa non a tavola ma in vaso.

I fiori commestibili ancora poco conosciuti sono dotati di tantissime proprietà nutrizionali: sono poverissimi di grassi e ricchi di sostanze nutritive come proteine, vitamina A e soprattutto vitamina C, minerali come sodio, potassio (presente soprattutto in viole, crisantemi e garofani) e ferro. Sono inoltre ricchi di fibre che aiutano la funzionalità intestinale.

La bellezza estetica dei fiori è data dall’estrema varietà di colori con cui naturalmente si presentano i loro petali. Così come accade per tutti gli altri alimenti, anche per i fiori il colore è un indicatore delle caratteristiche nutrizionali in esso presenti. Il colore dei fiori è dato, infatti, dalla presenza di diverse sostanze, fra le quali antocianine e carotenoidi (ad esempio nei fiori gialli sono presenti elevate quantità di vitamina A). Dall’analisi dei colori dei fiori intuiamo, quindi, il loro elevato contenuto di antiossidanti legati proprio alla presenza di flavonoidi e carotenoidi. La spiegazione naturale di questo elevato contenuto di antiossidanti risiede nel fatto che i fiori rappresentano un organo fondamentale per la riproduzione della pianta quindi le grandi quantità di sostanze antiossidanti servono a proteggerlo dall’invecchiamento precoce, ne rallentando l’appassimento causato dai radicali liberi e pertanto ne garantiscono una lunga durata.

Uno studio dell’università di Pisa ha evidenziato come gli antociani, un gruppo di antiossidanti molto importanti, che troviamo nei fiori dal colore che va dal viola al rosso al blu, sono presenti in quantità superiore al doppio di quella presente nella verdura a foglia verde.

Tra le piante più usate a scopo alimentare possiamo citare la borragine, molto conosciuta e che fiorisce proprio in questo periodo. Di questa pianta abitualmente usiamo le foglie e non i fiori. In realtà non dovremmo assolutamente sprecare questi fiori proprio perché ricchissimi di sostanze nutritive.

I fiori della borragine sono blu ed hanno il sapore del cetriolo ed è una pianta veramente ottima dal punto di vista nutritivo. Sembra inoltre essere molto utile per il nostro sistema cardiocircolatorio in quanto è ricchissima di Omega 6, ovvero gli acidi grassi polinsaturi buoni che non essendo sintetizzabili dall’organismo umano devono essere apportati attraverso l’alimentazione. Il meccanismo d’azione di questi Omega 6 si basa sul fatto che possono essere convertiti in prostaglandine. Tra queste alcune sono energici vasodilatatori coronarici, presentano proprietà ipotensive e aumentano la permeabilità capillare, mentre altre esplicano un’azione vasocostrittrice sulle arterie e sulle vene. Quindi nel loro insieme rappresentano un sistema di regolazione e controllo dell’apparato circolatorio.

Un altro fiore molto conosciuto è la camomilla. Diversi ricordi della mia infanzia sono legati proprio a questo fiore. Infatti mia nonna abitualmente raccoglieva la camomilla in campagna per farci decotti e infusi. Oggi la camomilla sembra essere il fiore edule più conosciuto, più usato in forma essiccata e soprattutto viene offerto anche ai bambini piccoli per calmare i dolori al pancino o comunque per alleviare i problemi intestinali.

Nonostante tutte queste proprietà e caratteristiche dei fiori commestibili, non bisogna abusarne perché potrebbero scatenare una reazione allergica, soprattutto nei soggetti più sensibili e vulnerabili. Sono quindi sconsigliati alle donne incinte e ai soggetti che soffrono di allergie e attacchi d’asma.

Non tutti i fiori però sono buoni da mangiare; infatti oltre a non essere commestibili, alcune varietà, sono anche velenose perciò se si vuole adottare il “fai da te” occorre saper selezionare e quindi conoscere bene le varie specie di fiori e soprattutto sapere se e quali trattamenti hanno subito. Per poter consumare i fiori a tavola, essi devono essere stati coltivati senza l’impiego di pesticidi o altre sostanze o devono essere fiori spontanei.

Essendo molto delicati i fiori richiedono particolare attenzione sia per la raccolta che per la conservazione. Per quanto riguarda la raccolta sarebbe meglio effettuarla la mattina prelevando i fiori privi di rugiada e scuotendoli molto delicatamente per eliminare il polline.

Una volta raccolti i fiori andrebbero consumati freschi o essiccati. In entrambi i casi i fiori non vanno lavati, per non alterare o eliminare la peluria tipica dei petali, che rappresenta la parte più ricca di sostanze benefiche quali appunto vitamine e minerali. Lavando il fiore si andrebbero a perdere queste sostanze nutritive e il loro utilizzo come alimento vero e proprio andrebbe così a perdere di importanza.

Esistono poche e semplicissime regole per poter utilizzare i fiori eduli senza incorrere in problemi o pericoli:

  • Mangiare solo i petali ed evitare i pistilli e il gambo.
  • Evitare di mangiare i fiori comprati da un fioraio in quanto su di essi possono essere stati usati pesticidi o comunque possono aver subito trattamenti con sostanze chimiche, quindi preferire fiori coltivati in casa, nei giardini e terrazzi di nostra proprietà
  • Evitare i fiori raccolti per strada o nei giardini pubblici, quindi mangiare solo quelli acquistati in centri specializzati

Il voler usare i fiori eduli a scopo alimentare deve essere letta in un’ottica di ricerca del benessere, della salute e della prevenzione, tutti fattori che inevitabilmente passano anche per i nostri piatti.

A questo scopo colgo l’occasione per invitarvi a partecipare alla cena con i fiori che vi permetterà di saggiare alcuni abbinamenti di pesce e fiori eduli e di scoprire ulteriori proprietà nutrizionali di diverse specie di fiori edibili. Solo così potrete testimoniare anche voi che i fiori commestibili sono veramente belli da vedere, buoni da gustare e sani da mangiare.

Vi aspetto!